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contraccezione, gravidanza, menopausa

Multivitaminici in gravidanza: sono davvero utili?

11 gennaio 2017

L’alimentazione rappresenta uno degli aspetti più importanti nella vita dell’uomo e molti studi hanno evidenziato quale stretto rapporto esista tra il buono stato di salute ed una corretta alimentazione.

È evidente che una corretta alimentazione deve essere adatta per ogni età e per ogni condizione in cui si trova il nostro organismo ed, in particolare, il periodo della gravidanza e dell’allattamento rivestono un’importanza primaria per la donna che viene sottoposta ad un elevato stress fisiologico.

Per ottimizzare lo stato di salute di una donna in gravidanza e per ridurre il rischio di malformazioni o malattie nel nascituro è dunque fondamentale che la madre raggiunga uno stato nutrizionale ottimale prima, durante e dopo il periodo gestazionale.

E’ importante non sottovalutare la fase preconcezionale in una donna poichè molte future mamme iniziano la gravidanza con carenze evidenti di micronutrienti come ferro, zinco e magnesio e le carenze di questi elementi possono causare, a volte, degli aborti spontanei. Dal punto di vista nutrizionale la gravidanza rappresenta un momento di aumentato fabbisogno energetico rispetto al periodo non gravidico, che risulta proporzionale alle fasi di sviluppo del feto, passando da una maggiore richiesta calorica di circa 100 Kcal al giorno nel primo trimestre, fino a circa 450 Kcal al giorno in più durante l’allattamento. Da non sottovalutare è la qualità degli alimenti ingeriti, in quanto le necessità del feto riguardano principalmente i micronutrienti quali vitamine e minerali e alcuni lipidi.

I micronutrienti infatti (vitamine e minerali) sono quelle sostanze che svolgono un ruolo importante nei processi che avvengono nel nostro organismo pur agendo in quantità minima e, in particolare, alcune sostanze come l’acido folico, acidi grassi essenziali della serie Omega 3, vitamine B6 e B12, calcio e vitamina D, Ferro, sono fondamentali, non solo per il corretto sviluppo degli organi vitali del nascituro, ma anche per il benessere della madre. In linea teorica, dovremmo raggiungere un corretto equilibrio di vitamine e minerali attraverso il cibo che ingeriamo, ma in realtà, i micronutrienti a volte possono risultare carenti a causa dei metodi di conservazione, di cottura o di lavorazione dei cibi oppure semplicemente perché non assumiamo abbastanza alimenti ricchi di essi, come la frutta e la verdura.

Proprio per questo, la prescrizione degli integratori multivitaminici alle donne in gravidanza è diventata quasi una regola da parte dei ginecologi che lo ritengono sempre più utile in quanto rappresenta un modo pratico per provvedere al fabbisogno di vitamine e minerali e per fare in modo che assumiamo almeno la quantità giornaliera raccomandata (RDA) di diversi micronutrienti.

A parte il contenuto di acido folico dei vari integratori che in molti casi risulta appena sufficiente per assicurare un’efficace prevenzione dei difetti del tubo neurale, poca attenzione è riposta ai singoli composti ed alla loro concentrazione presenti nei vari prodotti. Prima di prescrivere un multivitaminico particolare attenzione dovrebbe essere posta nella valutazione anamnestica della donna all’inizio della maternità. Conoscere, infatti, una eventuale familiarità per malattie metaboliche quali il diabete di tipo II o Ipotiroidismo, lo stato della pressione arteriosa, il peso corporeo ed il relativo BMI (body mass index) possono favorire la personalizzazione di un integratore adeguato che possa da una parte correggere condizioni deficitarie (es. anemia sideropenica, elettroliti sotto i limiti della norma) e nello stesso tempo rispondere alle domande in termini di prevenzione di patologie neonatali e materne correlate alla gravidanza.

Quali dovrebbero essere i componenti essenziali di un integratore multivitaminico per rispondere al meglio al fabbisogno vitaminico e di minerali di una donna in stato di gravidanza?

Coinvolto nella sintesi, nella riparazione e nel funzionamento del DNA e RNA, l’acido folico o vitamina B 9, è necessario per la ottimale formazione ed il mantenimento delle nuove cellule, soprattutto nei momenti di rapida crescita come durante l’infanzia e soprattutto in gravidanza. Diversi studi scientifici hanno dimostrato, infatti, che l’integrazione di acido folico nel periodo del concepimento diminuisce il rischio di insorgenza di difetti del tubo neurale, la struttura cioè da cui nell’embrione si formano cranio, cervello, colonna vertebrale e midollo spinale, il cui sviluppo si completa in genere entro 30 giorni dal concepimento. Con l’assunzione di acido folico, un mese prima del concepimento e fino a due-tre mesi dopo, è possibile ridurre del 50-70% il rischio dell’insorgenza di anomalie nello sviluppo del sistema nervoso embrionale. Attualmente la dose giornaliera raccomandata è di 400 mcg/die, con un incremento di dose consigliato in situazioni di particolare rischio, quali il diabete, l’epilessia ed una storia familiare di difetti del tubo neurale.

Anche altre vitamine appartenenti al gruppo B (B1, B6, B12) sono dei regolatori di un normale sviluppo fetale poiché hanno valore plastico, cioè facilitano la costruzione di nuove cellule e quindi di nuovo tessuto vivente. Sono inoltre specifiche per il funzionamento del sistema nervoso e intervengono come coenzimi nelle varie funzioni metaboliche come la corretta assimilazione dei carboidrati e delle proteine.

Il contenuto in minerali di un integratore da somministrare in gravidanza rappresenta un punto di forza in quanto minerali come il calcio, magnesio, fosforo e zinco sono elementi indispensabili per la formazione dello scheletro fetale e per il mantenimento dell’integrità di quello materno. Il magnesio, inoltre, possiede azione antiacida, rinforza lo smalto dei denti ed ha azione stimolante sulla funzione muscolare e sul ritmo cardiaco.

Lo zinco, la vitamina C ed E, se assunti regolarmente, possiedono una spiccata azione antiossidante e intervengono nella prevenzione di alcune complicanze ostetriche quali la preeclampsia, il parto pretermine, l’aborto e le infezioni materne determinate da uno stress ossidativo generalizzato.

Sempre maggiore importanza viene attribuita all’integrazione di DHA (acido docosaesaenoico) che svolge insieme all’acido arachidonico (ARA) un ruolo importante nella crescita e lo sviluppo del feto. Sono membri della famiglia degli omega-3 e omega-6 rispettivamente. Il DHA viene depositato in grande quantità a livello del sistema nervoso centrale durante la crescita del cervello, processo particolarmente intenso durante l’ultimo trimestre di gravidanza e nei primi mesi di vita.

Alla luce di quanto detto sarebbe auspicabile un’attività di screening per ogni donna, tale da individuare possibili carenze nutrizionali e dare adeguati consigli in merito alla corretta alimentazione da seguire. In questa ottica, l’utilizzo degli integratori permette di completare la dieta e correggere eventuali carenze per garantire uno sviluppo psicofisico ottimale del nascituro e il benessere materno

 

Vincenzo De Leo, Valentina Cappelli

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