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Cistite: tutto quello che devi sapere

28 giugno 2017

Cistite e possibili cause

Con il termine cistite si definisce un'infiammazione a carico della "vescica urinaria", l'organo "muscolare-elastico" preposto a raccogliere l'urina prodotta dai reni che viene poi espulsa all'esterno, durante la "minzione", attraverso l'uretra. Questo tipo di disturbo si riscontra soprattutto nelle donne anche se, si registrano casi in soggetti di sesso maschile e in bambini.

Di solito, la cistite colpisce le donne a causa della particolare anatomia dell'apparato urinario femminile. Nella maggior parte dei casi, la sua origine è di tipo batterico. L'uretra è infatti molto più corta nelle donne ed è prossima alla vagina e al retto. Pertanto, i batteri presenti nelle feci la risalgono ed arrivati alla vescica vi proliferano dando origine al processo infiammatorio ("cistite per via ascendente").
Tra i batteri fecali più frequentemente responsabili della cistite vi sono: "l'Escherichia coli", lo "Streptococco fecale" e lo "Stafilococco epidermidis".
I batteri che causano questo tipo di infiammazione possono derivare anche da scarsa igiene intima, uso di assorbenti interni, diaframma, indumenti aderenti, biancheria intima sintetica.
Tra le altre possibili, ma rare cause di questa patologia, vi sono reazioni allergiche dovute all'uso di prodotti per l'igiene intima femminile, "traumi e virus".

Sintomi della cistite

Tra i sintomi più comuni vi sono: stimolo frequente ed intenso ad urinare, dolore e bruciore nella minzione accompagnati da "brividi e sensazione di freddo", possibile alterazione della temperatura corporea, tracce di sangue nelle urine (ematuria) che emanano odore sgradevole.
La persona affetta da cistite avverte più volte, nel corso della giornata, la necessità di urinare: i quantitativi di urina sono espulsi con difficoltà e sono scarsi. La paziente riferisce inoltre dolorabilità sorda al basso ventre.
Questa patologia non deve essere trascurata, l'infezione può infatti diffondersi ai reni.
In tal caso, la sintomatologia comprende: temperatura corporea sopra i 38 gradi, "nausea e vomito", debolezza, dolori diffusi a "fianco, schiena ed inguine".

Diagnosi e terapia

Oltre ai sintomi avvertiti dalla paziente, la diagnosi della cistite richiede esami specifici quali: esame delle urine ed l'urinocoltura.
Il primo serve a: stabilire se vi sono variazioni di pH, verificare l'eventuale "ematuria" ed evidenziare la possibile presenza di globuli bianchi e nitriti.
La seconda viene effettuata per accertare se vi sono o meno eventuali batteri nelle urine. Se l'esame ha esito positivo, si esegue l’antibiogramma. Ciò consente di identificare l'antibiotico a cui è sensibile il batterio riscontrato.
In caso di recidiva, si consiglia di eseguire un tampone vaginale per accertare o escludere la presenza di batteri. La vaginite può, infatti, essere alla base di cistiti recidivanti.
In taluni casi si rende necessario sottoporsi ad una cistoscopia. L'esame consente di visualizzare la vescica con l'ausilio delle "fibre ottiche". Nel corso dell'esame si preleva una piccola parte di tessuto che verrà poi sottoposta ad "esami istologici”. Fatta la diagnosi, il medico potrà procedere alla somministrazione dei farmaci.


La terapia si basa sull'assunzione di: antibiotici mirati, farmaci per ridurre il dolore ed "antispastici". Questi ultimi servono a controllare la contrazione della muscolatura della vescica.
É opportuno bere molta acqua, almeno due litri al giorno, ed eseguire una scrupolosa igiene intima.
Trascorsi alcuni giorni dal termine della terapia, la paziente deve necessariamente ripetere l'esame delle urine al fine di accertare il risultato del trattamento.

Prevenire è meglio che curare

Vi sono alcuni accorgimenti che se messi in pratica possono aiutare a prevenire l'insorgenza della cistite.
Per prima cosa è molto importante bere tanta acqua. In questo modo, l'urina viene eliminata più frequentemente dalla vescica che risulta perciò più pulita.
Si consiglia di indossare indumenti realizzati con fibre naturali quali il cotone e il lino per consentire maggiore traspirazione.
Un altro tassello fondamentale in termini di prevenzione riguarda la dieta seguita.
Vi sono infatti degli alimenti altamente sconsigliati quali ad esempio i salumi, i cibi salati e/o piccanti, dolci a base di cioccolato e gelati. É preferibile non abusare di alcolici, the e caffè. Sono banditi anche tutti i condimenti particolarmente grassi e le salse quali per esempio senape e maionese.
Via libera invece a frutta e verdura che apportano all'organismo "vitamine, antiossidanti e sali minerali". Ogni pasto deve perciò comprendere una porzione di verdura ("finocchi, cavolfiore, carote, spinaci"). Per quanto concerne la frutta, è bene consumare tre diversi tipi di frutti al giorno. É bene prediligere frutti rossi e kiwi che, con l'alto tenore di vitamina C contenuta, rafforzano l'apparato urinario.  Si possono inoltre consumare frutti quali ananas e cocomero noti per le loro proprietà drenanti. Infine, si consiglia di introdurre nel proprio regime alimentare pesce fresco, alimenti contenenti fermenti lattici vivi e cereali.
Tra le norme igieniche si ricorda di usare detergenti intimi delicati che abbiano un pH prossimo a quello "fisiologico vaginale", preferire la doccia al bagno, avere sempre a disposizione i propri asciugamani puliti, evitare l'uso di sistemi contraccettivi quali "il diaframma e le creme spermicide".

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