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contraccezione, gravidanza, menopausa

Sterilità femminile e sterilità maschile: cause e cure

29 settembre 2016

È definita sterilità quella condizione in cui in una coppia uno o entrambi i membri sono affetti da particolari condizioni fisiche permanenti che rendono impossibile il concepimento

Se una coppia prova a ottenere una gravidanza per più di 12 mesi senza riuscirci, pur avendo rapporti sessuali regolari e non utilizzando metodi contraccettivi, si parla di infertilità.

I due termini vengono di sovente utilizzati come sinonimi, sia nel linguaggio parlato, come spesso anche nel linguaggio formale. È bene però saper distinguere le due situazioni come risultato di meccanismi diversi.

La sterilità colpisce tanto l’uomo quanto la donna con cause e sintomi differenti: per questo si parla di sterilità femminile e sterilità maschile.

Sterilità femminile

La maggior parte dei fattori che causano la sterilità femminile sono irreversibili, ma talvolta possono essere sanati attraverso interventi di chirurgia.

La fertilità di una donna dipende principalmente dalla qualità dell’ovulo, più giovane è una donna più i suoi ovuli avranno elevata capacità di fertilizzazione, al contrario, più una donna è in avanzata più è difficile il concepimento, poiché i suoi ovuli saranno più difficili da fecondare.

Il periodo della vita in cui la donna è maggiormente fertile è quando ha circa 23 anni. Dai 24 anni in poi la possibilità del concepimento diminuisce lentamente fino ai 30 anni e più velocemente successivamente a questa età fino alla menopausa (condizione di infertilità femminile).

Si è soliti suddividere la sterilità femminile in primaria e secondaria:

  • La sterilità femminile primaria consiste nell’incapacità di una donna di concepire un primo figlio;
  • La sterilità femminile secondaria consiste nell’incapacità di una donna di concepire il secondo figlio (condizione spesso legata a cause stressogene).

Fattori che causano la sterilità femminile

Esistono molti fattori che predispongono alla sterilità. Tra i più importanti:

  • Fattore ovarico:si riferisce a tutti quei casi in cui una donna non ha l’ovulazione a causa di problemi legati alle funzioni endocrine (come sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), anovulazione, insufficienza ovarica, menopausa precoce);
  • Fattore uterino:con questo termine si intendono quelle condizioni di sterilità femminile che son determinate da problematiche all’utero congenite, ovvero presenti fin dalla nascita (come duplicazione parziale o completa dell’utero e setti) o acquisite (polipo, mioma, miomi, sinechia, endometrite);
  • Fattore tubarico:si riferisce a quelle anomalie che riguardano le tube uterine che rendono difficile l’incontro dell’ovulo con lo spermatozoo;
  • Fattore cervicale:in tutti quei casi di sterilità femminile determinati da alterazioni anatomiche e/o funzionali del collo dell’utero, che rendono difficoltoso il percorso degli spermatozoi verso l’utero e le tube di Falloppio;
  • Fattore genetico:fa riferimento a quei casi in cui la sterilità di una donna è dovuta ad anomalie cromosomiche che provocano aborti spontanei;
  • Fattore ipotalamo-ipofisario: si riferisce a patologie che coinvolgono l’ipofisi e l’ipotalamo provocando sterilità poiché interferiscono con il rilascio di ormoni fondamentali per il processo riproduttivo.

Test per la sterilità femminile

Se una coppia prova per più di 12 mesi a concepire senza successo è opportuno iniziare un percorso con uno specialista. Dopo un’attenta anamnesi (raccolta della storia della paziente) si procede a un esame clinico delle vie genitali, per poi ricorrere ai test per la sterilità femminile per rintracciare la causa del disturbo:

  • Misurazione della temperatura basale: questo procedimento serve a determinare il corretto funzionamento dell'ovaio in base alla temperatura corporea durante il periodo che precede la mestruazione (se nei 14 giorni prima la temperatura è superiore di 3 o più decimi di grado rispetto alla media dei giorni precedenti, l’ovaio funziona correttamente);
  • Dosaggi ormonali: con questo test è possibile misurare la produzione di ormoni coinvolti nel processo riproduttivo (estrogeni, progesterone, LH, FSH, etc.);
  • Ecografia pelvica: grazie a questo tipo di indagine condotta dal ginecologo è possibile rintracciare i disturbi relativi alle ovaie, all'utero, la presenza di polipi, miomi e altri ancora;
  • Isterosalpingografia: un esame radiologico che consente di rilevare malformazioni uterine e tubariche o lesioni che possono essere alla base della sterilità femminile;
  • Laparoscpia: consente di valutare la presenza di endometriosi, aderenze o altre patologie che sono causa di sterilità nella donna;
  • Falloppioscopia: grazie a questo tipo di esame è possibile rintracciare eventuali danni alle Trombe di Falloppio.

Sterilità maschile

La sterilità maschile è l'incapacità biologica da parte di un uomo di contribuire al concepimento. 

Il liquido seminale (sperma) è deputato al raggiungimento dell’ovulo e alla sua fecondazione. L’apparato riproduttivo maschile deve soddisfare alcune condizioni necessarie:

  • Raggiungere e mantenere l’erezione del pene;
  • Produrre spermatozoi in quantità sufficiente;
  • Produrre una quantità sufficiente di sperma affinché gli spermatozoi possano raggiungere l’ovulo;
  • Produrre spermatozoi funzionanti che si muovano nel modo giusto.

Qualora anche solo una di queste condizioni non fosse soddisfatta il rischio di sterilità aumenta.

Fattori che causano la sterilità maschile

Come per la sterilità femminile anche per quella maschile esistono molti fattori che predispongono alla sterilità. Tra i più importanti ci sono:

  • Fattore genetico:si riferisce a quelle anomalie che riguardano lo sperma (come fibrosi cistica, anomalie del cariotipo, etc.);
  • Fattore anatomico:si riferisce a quelle ostruzioni, congenite o acquisite (per esempio in seguito a infezioni), dei condotti da cui passa lo sperma che possono causare la condizione della sterilità maschile, in quanto risulta bloccata la fuoriuscita del liquido seminale. Anche il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno e entrambi i testicoli nel sacco scrotale predispone alla sterilità;
  • Fattore ambientale:si riferisce allo stile di vita: l’uso di tabacco, alcol e droghe incide sulla quantità e qualità spermatica.

È d’obbligo ricordare che alcune malattie possono influire sulla sterilità maschile, come infezione da virus della parotite (orecchioni) o disfunzioni ormonali.

Test per la sterilità maschile

I test per verificare le sterilità maschile hanno come compito quello di verificare lo stato di salute degli spermatozoi al fine di rintracciare eventuali anomalie che possono determinare la sterilità. Dopo un’attenta anamnesi effettuata dallo specialista si procede con le analisi del sangue e dello sperma.

L’analisi dello sperma è importante, perché fornisce molte informazioni sullo “stato di salute” degli spermatozoi e quindi sulla loro capacità di fecondare l’ovulo. Vengono valutati tutta una serie di parametri, tra cui la forma e il grado di motilità, contribuendo a definire la gravità del problema.

Qualora vengano rilevate anomalie rispetto al liquido spermatico si procede con ulteriori esami quali:

  • Dosaggio ormonali: per il controllo della produzione ormonale;
  • Ecografia scrotale: per rintracciare eventuali malformazioni congenite;
  • Ecocolordoppler: per esaminare il funicolo spermatico;
  • Biopsia testicolare: per analizzare il processo di produzione di spermatozoi da parte dei testicoli.

Sterilità e fecondazione assistita

La fecondazione assistita (FIVET) è una delle tecniche per indurre la riproduzione più utilizzata ed è indicata in molti casi, uno tra questi è quello della sterilità di uno de due partner.

Per fecondazione assistita, o anche l’inseminazione artificiale, si intende quell’intervento sui gameti (ovulo e spermatozoo), al fine di indurre “artificialmente” una gravidanza.

Sono molte le tecniche a oggi utilizzate per la fecondazione assistita, ma in Italia queste tecniche possono essere utilizzate solo per permettere la procreazione a coppie sterili o infertili ed è assolutamente vietato ricorrere all’eugenetica (intervento modificativo o selettivo su embrioni o gameti) tramite la fecondazione artificiale.

 

Fonti:

  1. simg.it, i percorsi diagnostici dell’infertilità maschile. Salvatore Campo, Enrico Ioverno. Dicembre 2009
  2. salute.gov.it diagnosi di infertilità femminile. 2012
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