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contraccezione, gravidanza, menopausa

Clamidia: sintomi, cause e cure

29 settembre 2016

La Clamidia è una malattia a trasmissione sessuale comune causata dall’omonimo batterio Chlamydia Trachomatis.

L’infezione provocata da questo batterio può colpire sia gli uomini che le donne di tutte le età: nell’uomo attacca l’uretra, nella donna la cervice e in entrambi il retto e la gola.

Il contagio è molto comune tra le persone sessualmente attive e promiscue, ma esiste una cura per la Clamidia e se diagnosticata correttamente e tempestivamente dallo specialista non provoca conseguenze permanenti nell’individuo che la contrae.

Se trascurata può causare gravi danni permanenti al sistema riproduttivo femminile rendendo difficile o addirittura impossibile il concepimento, inoltre la Clamidia può predisporre a gravidanza extrauterina per via del danno alle ciglia delle tube deputate a guidare correttamente l’ovulo verso l’utero.

Clamidia: cause e trasmissione

La Clamidia rientra tra le infezioni vaginali batteriche più comuni poiché è possibile contrarla durante il sesso sia orale, sia vaginale che anale con un partner infetto.

Questa patologia è molto comune e i soggetti più a rischio sono:

  • Le donne sessualmente attive con un’età media di 25 anni. Dati statistici affermano che l’80% dei casi si riscontrano in ragazze di età compresa fra i15 e i 29 anni;
  • Le donne anziane che hanno una vita sessuale attiva e promiscua;
  • I partner di persone già affette da un’altra malattia a trasmissione sessuale;
  • Gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini.

Clamidia: sintomi

Per la maggior parte delle persone la Clamidia si manifesta in maniera insidiosa perché clinicamente silente. In altri casi i sintomi si sviluppano tra i 7 e i 21 giorni dal contagio attraverso:

  • Sanguinamento e secrezioni vaginali anomale e maleodoranti, bruciore o dolore durante la minzione, dolore all’addome o disagio anale nelle donne;
  • Secrezioni biancastre molto liquide dal pene, bruciore o dolore durante la minzione o disagio anale negli uomini.

Clamidia: cura

La Clamidia viene diagnosticata a seguito degli esiti di due test:

  • Le analisi delle urine svolte in laboratorio;
  • Il tampone vaginale svolto dal ginecologo: attraverso l’utilizzo di un dispositivo medico chiamato speculum e di un bastoncino ovattato il medico è in grado di prelevare un campione di secrezioni, perdite e altre cellule staccatesi dalle pareti vaginali e di stabilire con certezza se la donna è affetta o meno dalla patologia.

L'infezione della Clamidia viene curata con antibiotici specifici. È possibile che la patologia venga debellata attraverso l’assunzione di una singola dose o può essere necessario prolungare la cura farmaceutica per sette giorni.

La cura antibiotica funziona solo nei casi in cui la Clamidia venga diagnosticata tempestivamente, non ha alcun effetto se la patologia ha arrecato danni permanenti come la malattia infiammatoria pelvica e la sterilità.

Per evitare di infettare il partner è consigliato non avere rapporti sessuali finché l’infezione non sarà debellata: si potrà riprendere l’attività sessuale 7 giorni dopo la monodose antibiotica e alla fine della cura per la cura settimanale.

La Clamidia è una patologia recidiva: tende a ritornare se la si è contratta già una volta.

Clamidia: prevenzione

Essendo la Clamidia una patologia a trasmissione sessuale il metodo di prevenzione che assicura la non trasmissione del batterio è l’astensione totale da rapporti sessuali.

Qualora si decidesse di avere rapporti sessuali sarebbe bene prestare attenzione a poche e semplici regole utili a prevenirla:

  • Utilizzare sempre preservativi in lattice durante l’intera durata del rapporto (vaginale, anale e orale);
  • Utilizzare una barriera di lattice come il Dental Dam durante il rapporto sessuale orale;
  • Limitare il numero di partner sessuali.

Il preservativo è quindi l’unica barriera che impedisce lo scambio di germi tra partner.

È inoltre consigliabile avvertire i propri partner nel caso in cui venga diagnosticata la Clamidia, affinché possa essere ridotto il rischio di contagio.

Bisogna inoltre assicurarsi che i partner abbiano effettuato negli ultimi 6 mesi un controllo e non siano infetti.

Clamidia: conseguenze

Se si sospetta di essere affetti da Clamidia bisogna rivolgersi nel più breve tempo possibile al proprio medico di fiducia. La patologia è curabile attraverso una cura antibiotica e debellabile in poco tempo, ma se la si trascura può provocare importanti conseguenze, sia nell’uomo che nella donna, come:

  • Contagio ai partner sessuali;
  • Gravidanze ectopiche;
  • Malattia infiammatoria pelvica;
  • Sterilità maschile e femminile;
  • Contagio al neonato nei casi di gravidanza che può causare infezioni oculari e polmoniti;
  • Parto prematuro.

Clamidia e alimentazione

Un’alimentazione poco sana ed equilibrata mette sotto sforzo il sistema immunitario provocando uno sbilanciamento della flora batterica e di conseguenza avvantaggiando l’attecchire e il proliferare dei funghi e dei batteri come quello della Clamidia, che sono causa delle più diffuse infezioni vaginali.

Per prevenire le infezioni intime è di fondamentale importanza una dieta sana e completa utile a proteggere le zone intime dall’attacco di agenti patogeni. Per far questo si consiglia un’alimentazione ricca di:

  • Latticini: il lattosio che si trasforma in acido lattico, aiuta a mantenere il giusto grado di acidità vaginale contrastando l’insorgenza di infezioni (il primo fattore di difesa dalle infezioni vaginali è il pH acido <4,5);
  • Fibre: contenute soprattutto nella frutta e nella verdura ristabiliscono l’equilibrio della flora batterica intestinale;
  • Vitamine e minerali: oltre a contrastare la formazione dei radicali liberi, i principali responsabili dell’invecchiamento della pelle e dell’insorgenza di infiammazioni, aiutano a rafforzare il sistema immunitario contro le infezioni.

Per prevenire le infezioni vaginali è bene abbinare alla corretta alimentazione un’attività sportiva regolare.

Altre malattie sessualmente trasmissibili

Nello sperma, nelle secrezioni uretrali, nelle secrezioni vaginali, nelle mucose, sulla pelle e nel sangue, possono trovarsi diversi agenti patogeni responsabili del contagio delle malattie sessualmente trasmissibili.

Oltre alla Clamidia le malattie veneree più diffuse sono:

  • Papilloma virus (HPV);
  • HIV-Aids;
  • Herpes genitale (HSV);
  • Sifilide;
  • Candida;
  • Gonorrea;
  • Epatite B o C (HBV o HCV);
  • Tricomoniasi;
  • Piattole;

Molte di queste patologie possono essere prevenute attraverso il sesso sicuro, altre come l’HPV e gli Herpes sono più difficili da prevenire poiché trasmissione avviene tramite il contatto diretto di zone genitali infette, non per forza attraverso i rapporti sessuali.

 

Fonti:

  1. STD FACTS: Chlamydia - MN Dept of Health: http://www.health.state.mn.us/divs/idepc/diseases/chlamydia/chlamydia.pdf
  2. http://www.gfmer.ch/Guidelines/Infezioni_genitali_malattie_sessualmente_trasmesse_it/Infezioni_da_clamidia.htm
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